mercoledì 12 dicembre 2012

Quando l'amore si fa carne, il martirio per la vita di Chiara Corbella Petrillo




Lunedì mattina, sfidando la pigrizia, l'influenza intestinale, il treno perso, il birg timbrato e sbadatamente buttato nel cestino sono andata a Civitavecchia, ho preso un intercity diretto a Napoli, sono scesa ad Ostiense, dopo molta umidità e tanta attesa del bus sono arrivata in Campidoglio e ho trascorso una delle mattinate più emozionanti della mia vita.
É poco dire che la vita di Chiara Corbella Petrillo è d'esempio per molti, la sua vita è un vero e proprio patrimonio dell' umanità, è testimonianza di quella fede che salva non solo se stessi ma soprattutto chi ci sta intorno.
Il racconto di suo marito Enrico Petrillo durante la V edizione del premio Madre Teresa di Calcutta che premiava Chiara tra le mamme d'Europa è stato semplice, disarmate, commovente e descriveva la storia di una "principessa", così l'ha definita Enrico, che ha deciso di dire il suo si alla croce di Cristo, l'ha portata con dolore, ma anche con gioia, la gioia della consolazione che viene solo dalla fede.
Quella che ho ascoltato lunedì mattina è la storia di un una coppia che ha vissuto il proprio amore alla luce del vangelo e della semplice regola delle tre P, i piccoli passi possibili, la storia vera di una coppia che ha sperimentato quell'amore che non possiede, ma ama solo per amare e ci mostra come ( a proposito di Natale) il Verbo si fa carne anche così, con Chiara che  ha messo a rischio la propria vita per salvare quella del figlio, ed Enrico che ha accettato di perdere Chiara per amore di lei e della sacralità della vita che lei stava cercando di difendere.
Una madre eroica, un uomo forte,  e la Grazia di Dio che ha permesso a questa coppia di compiere il martirio della vita in una società che sembra fondarsi sul culto della morte.
"Dio non ha dato la Grazia a Chiara perchè Chiara era speciale, Dio da la grazia a chi la chiede, i funerali dei miei figli e di Chiara, sono stati bellissimi, la nostra storia può sembrare tanto dolorosa agli occhi di chi non crede, ma è un inno alla vita".
Sono queste le parole con cui Enrico ha commentato l'eroicità di sua moglie, sono le parole di un gigante d'umanità.
La quinta edizione del premio Madre Teresa di Calcutta si è tenuta, non a caso, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti dell' Uomo e se non in quella occasione  quando dirlo che il non ancora nato è uno di noi, che noi siamo stati come lui e la prova del suo essere umano è la nostra esistenza?
É stato importante che proprio in quel giorno, in una sede istituzionale, i cattolici romani si siano riuniti per rivendicare  la dignità della vita che va difesa fin dal suo concepimento e dire che ridurla alla definizione di un insieme di cellule non fa bene all' uomo.
Bisogna avere il coraggio di dire che l'embrione è il fondamento dell' esistenza dell' essere perchè il passaggio dal non essere all' essere è il concepimento, riconoscendo che siamo tutti dei concepiti.
Spesso semplificando i ragionamenti e adeguandoci agli schemi da benpensanti non comprendiamo che il concepimento esula dalla volontà, che la vita non viene da un progetto, da una decisione umana, ma se cominciassimo piuttosto a "pensare bene" vedremmo che ci siamo solo perchè siamo stati concepiti e non basta l'atto sessuale per questo, ci vuole il miracolo della vita.
Premiando la maternità in Chiara, in Mamma Irene e in Sabrina Pietrangeli Palussi il Movimento per la vita, col premio Madre Teresa, ha premiato la via dell' accesso allo conoscenza della vita, l'amore, perchè solo chi ama conosce veramente.
Come ha detto don Roberto Colombo: "la madre conosce suo figlio, l'embrione, il concepito, perchè essa amandolo lo riconosce, lo conosce dentro il rapporto d'amore che li lega".
Evviva la vita.

martedì 18 settembre 2012

REGIONE LAZIO, GIOVANE ITALIA: BENE TAGLI MOZIONE POLVERINI, MA ATTENZIONE A NON FAR PASSARE PRINCIPIO "NON TUTTI ABBIAMO SBAGLIATO ALLO STESSO MODO".



"Quello che sta accadendo in questi giorni alla Regione Lazio ha del
vergognoso. Siamo stanchi di dover ogni volta riconquistare la
credibilità che abbiamo acquisito con il duro lavoro per colpa di
qualche mela marcia che usa la politica per i propri scopi personali"
lo dichiara Stefano Cardillo dirigente della Giovane Italia per la
Provincia di Latina.

"Questo modo di fare ormai così diffuso non fa altro che alimentare
l'antipolitica ed è doveroso per noi combatterlo con ogni mezzo, per
restituire alla politica l'immagine di pulizia, impegno serio,
onestà".

"Il messaggio che deve passare - dichiara Diletta Alessandrelli
dirigente della Giovane Italia per la provincia di Viterbo - non deve
solo riguardare la questione del furto di soldi pubblici per quanto
essa sia senza dubbio la parte più vergognosa di tutta questa vicenda.
Quello che dobbiamo combattere è quest'atteggiamento tutto italiano
del giustificare chi sbaglia poco da chi sbaglia molto. Chi ha
sbagliato nel piccolo ha comunque sbagliato e lascia pensare che se
avesse avuto l'occasione di sbagliare nel grande probabilmente
l'avrebbe fatto. Ed è per questo che non possiamo commettere errori di
valutazione, chi commette azioni di questo genere deve essere punito
senza mezzi termini per il bene della politica e del Paese, se Fiorito
è la punta dell' iceberg vogliamo fare chiarezza su tutto il
malcostume che disonora la politica".

domenica 9 settembre 2012

Tre dolci pelosetti cerano umano/a affettuoso


Tre dolci gattini, due maschietti e una femminuccia, nati l’8 settembre, cercano urgentemente una famiglia che li ami.
Purtroppo sono nati in un quartiere dove i gatti non sono benvoluti e rischiano di fare una brutta fine. Grazie ad una signora che ha accolto la loro mamma durante il parto ora sono al sicuro, ma non potranno rimanere da lei per molto.
Sono tre gattini adorabili e sani che non aspettano altro che schiacciare pisolini sui vostri divani, farvi le fusa, impastare le vostre pance, aspettarvi alla porta quando tornate dal lavoro ed impazzire di gioia alla vostra vista.

Per adottarli chiamate 3281397257

giovedì 9 agosto 2012

Cosa lasceremo che rimanga di un campione ?


Alex Schwazer è la testimonianza vivente di quanto la vita su questo mondo possa essere dura, spesso crudele, ingiusta e ingrata e di come la società dell’era dei media possa aver  dato vita ad una opinione pubblica duttile, dallo sdegno facile.
Oggi sei un re, domani un povero Cristo colto in fallo che l’ informazione non vede l’ora di mettere pubblicamente alla gogna, così che la folla possa gridare “crocifiggilo, crocifiggilo!”,  in questo modo la pena e la sepoltura di fango possono nascondere i mille uno errori ed orrori in cui questa società langue ogni giorno, che poi sono gli stessi che portano i singoli a cadere nella disperazione, quindi nella droga, nell’alcol e per gli sportivi nel doping.
 È mai possibile che un campione, perchè Schwazer è un campione, non possa essere recuperato, ma solo condannato senza appello e senza possibilità di redenzione? È possibile che debba rinunciare a tutto e vivere nella vergogna per uno stupido errore?
Mi viene in mente Marco Pantani, un campione vero, un talento poderoso. Ha sbagliato e la pena personale unita alla durissima condanna pubblica lo hanno ridotto uno straccio, è stato lasciato morire solo, depresso e drogato per poi vedersi alzare e rivestire altari da morto.  Ecco chi siamo, come poco fa mi ha scritto un amico, siamo un popolo bravissimo a ballare sui cadaveri.
Un pubblico di ipocriti la cui dabbenaggine miete vittime ogni giorno. Finchè si è forti si viene portati in alto, osannati, un atteggiamento di riverenza, di religioso ossequio misto a un pizzico di invidia e senso di inadeguatezza ed inferiorità rispetto a chi ha ricevuto una marcia in più da madre natura. 
E come nell’etica dello stato sociale, che ha portato l’Italia a uno stato di crisi forse irreversibile, chi ha qualcosa in più prima o poi deve renderne conto alla società che non aspetta altro che tuffarsi sulla carcassa per strappare i lembi di quel po’ di gloria che ancora rimane.
Ecco che arriva l’indagine della Procura di Bolzano per frode sportiva, ecco che arrivano nuove analisi sui campioni di urina raccolti per le olimpiadi di Pechino, ecco che di colpo non rimane più niente di quello che un uomo ha potuto realizzare prima di cadere, tutto cade nel buio insieme a lui sotto il peso insostenibile della vergogna e del sadismo popolare di cui i media stimolano l’appetito.
Non basta un uomo distrutto, le lacrime e l’arrendevolezza con cui l’atleta, il campione, chiede aiuto, nessuno comprende l’avvertimento che c’è nella disperazione di Schwazer, di un agonismo portato ormai a ritmi tali da generare stati depressivi, disturbi comportamentali ed infelicità.
Non giustifico l’uso di doping, non critico le misure disciplinari, sacrosante, chiedo solo di guardare con umanità il pianto e la disperazione, di fare tesoro delle emozioni che l’atleta ha saputo regalarci, e di dare all’uomo nuove possibilità di redimersi e di vivere con felicità e soddisfazione la propria esistenza. Non buttiamo tutto, non condanniamo senza appello.
In fin dei conti il recupero, il reinserimento, la possibilità di giungere ad una vita felice e dignitosa sono diritti riconosciuti anche a chi ha commesso errori ben più gravi e (neppure tutti N.d.A.) sconta le proprie pene nelle patrie galere.

sabato 5 maggio 2012

IMU, dal 2013 possibilità dei sindaci di rinunciare l' imposta, alcune parole in libertà


In futuro l’Imposta Municipale Unica, la nuova ICI, potrebbe cambiare, la sua applicazione, dicono, sarà facoltativa, dal 2013 i sindaci decideranno liberamente se applicare o meno l’IMU sulla prima casa.
In realtà queste notizie non mi mettono di buon umore, perchè l’Italia è un paese dove tra tassare e risparmiare le amministrazioni hanno sempre preferito tassare, mi sentirei più tranquilla se questa antipatica imposta avesse una scadenza già da decreto, si metta nero su bianco, senza discrezionalità dei sindaci,  che sulla prima casa l’IMU non potrà più essere riscossa dal 2013.
Abbiamo avuto già diverse disavventure con imposte “straordinarie” e “ d’emergenza”, non credo che ci si sia già dimenticati dell’ ICI e della sua paradossale storia; la mamma dell’ IMU nacque come imposta straordinaria, appunto, per decreto legislativo nel ’92, al governo c’era Amato, in quello stesso anno l’ICI venne stabilizzata con altro decreto e fino a quando il governo Berlusconi nel 2008, almeno sulla prima casa, non l’ha abolita, divenne l’entrata più grande dei bilanci dei comuni italiani sostituendo i trasferimenti dallo stato centrale che evidententemente sono andati a ingrassare altre forme di spreco.
Da un’imposta straordinari, quindi, gli italiani hanno dovuto subire la rapina sugli immobili dal 1992 al 2008.
Purtroppo in questo Paese chi governa è abituato così, tassa i cittadini per far fronte ad un emergenza e passata l’emergenza rimane la tassa. 
altro esempio eclatante è l’accisa sulla benzina, già tassa liberticida perché incide su alcuni prodotti di consumo indipendentemente dal loro utilizzo, i carburanti sono indispensabili per far muovere l’economia, diversamente da alcol e tabacco sui quali l’accisa è già più concepibile anche se non giustificata, almeno da chi scrive.
In Italia, sull’ acuisto dei carburanti gravano un insieme di accise istituite nel corso degli anni per finanziare varie emergenze ed è così che il solito Pantalone, sempre lui,  ancora paga per l’emergenza della guerra d’Etiopia del 1935, per la crisi di Suez del 1956, per il disastro del Vajont del 1963, per l’alluvione di Firenze del 1966, per il Terremoto del Belice del 1968, del Friuli 1969 e dell’ Irpinia 1980, il finanziamento della guerra del Libano 1983, della missione in Bosnia 1996, pensate che addirittura paga 0.02 centesimi di euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004, l’acquisto di autobus ecologici nel 2005, il finanziamento della cultura del 2011, l’emergenza immigrati del 2011, l’alluvione in Liguria e Toscana nel 2011, e poi il decreto “affonda Italia”, ma comunemente detto “salva Italia” del dicembre 2011.
Capitano tutte a questo povero Pantalone italiano, dal 1999 infatti le regioni hanno la possibilità di imporre delle accise regionali sui carburanti, possibilità che ne Lazio non ci si è certo lasciati scappare, c’è l’imposta sulla fabbricazione dei carburanti e per finire la onnipresente IVA. 
Per tutte queste ragioni, egregio sottosegretario all’ Economia Vieri Ceriani, a noi non interessano dichiarazioni e dissertazioni sulla possibilità o meno che l’Imu cambi nel 2013 a noi interessa che tale cambiamento venga stabilito per decreto già adesso altrimenti parliamo di niente mischiato col nulla. 


martedì 1 maggio 2012

dove non arriva l'ufficio elettorale devo arrivarci io, riparazione fai da te...






In seguito allo spiacevole episodio verificatosi domenica scorsa, la candidata del Popolo delle Libertà Diletta Alessandrelli, il cui nome è stato rimosso dai manifesti con le liste elettorali affissi dal comune,  si è recata presso l’ufficio elettorale del comune di Tarquinia per chiedere la sostituzione dei manifesti elettorali danneggiati.
Purtroppo i funzionari comunali  hanno spiegato che non era possibile sostituire i manifesti in quanto quelli ancora disponibili sono destinati ai seggi e non c’era materiale per rimpiazzare quelli manomessi.
La giovane pidiellina, ha deciso di provvedere da sola alla riparazione dei manifesti attaccando una targhetta adesiva con nome, cognome, luogo e data di nascita sul lembo di manifesto grattato via.
“Fortunatamente questo episodio s’è risolto con una piccola riparazione << fai da te >>, mi auguro però  che non solo per me, ma per tutti i candidati questo rimanga un episodio isolato e si mantenga quel grado di legalità e civiltà che deve distinguere la politica e che caratterizza da sempre questo paese”. 

domenica 29 aprile 2012

Tarquinia: Atti di intimidazione politica per la candidata del Pdl Diletta Alessandrelli


Un altro grave atto d’intimidazione e sabotaggio è stato perpetrato ai danni dei candidati delle liste a sostegno di Alfio Meraviglia, questa volta la vittima è la giovane candidata del Popolo delle Libertà Diletta Alessandrelli che in mattinata è stata avvertita da un simpatizzante del partito della cancellazione del proprio nome, in maniera sistematica, su ogni plancia dove il comune ha fatto affiggere il manifesto con le liste dei nominativi dei candidati.

Il giorno precedente, su una nota testata on line locale, a margine di un comunicato stampa della giovane candidata del Pdl, è apparso questo commento “ È inutile che firmi il pledge, tanto tu in questa Città non verrai mai eletta nè adesso nè mai. Anzi non arriverai nemmeno a prendere 50 voti, a quel punto speriamo tutti che tu possa dimostrare la dignità di andarti a nascondere da qualche parte”.

Del gesto, sono state informate le competenti autorità di polizia che procederanno ai dovuti accertamenti ed intensificheranno la già attenta vigilanza.

“Posso affermare senza timore di essere smentita di avere molta più dignità di chi ha compiuto questo gesto - afferma la giovane pidiellina - spero che questa ultima settimana di campagna elettorale possa svolgersi sul campo del reciproco rispetto e ringrazio quanti  hanno fermamente condannato l’atto ed espresso la propria solidarietà”. 

venerdì 27 aprile 2012

Alessandrelli: per Tarquinia è necessario l' impegno a riduzione della spesa pubblica e dell' imposizione comunale




Diletta Alessandrelli, dirigente provinciale della Giovane Italia e segretario dell’associazione Tarquinia Futura, da sempre impegnata nella lotta contro l’eccesso dell’imposizione fiscale e la farraginosità della burocrazia, lancia un appello libertario al Pdl, alla coalizione ed al candidato sindaco Alfio Meraviglia.
“Dopo le battaglie contro l’introduzione dell’IMU e poi per la sua riduzione al minimo previsto dalla legge,  in qualità di candidata consigliere comunale sento la responsabilità di impegnarmi per il contenimento e la riduzione delle spese e delle tasse comunali, per questo ho deciso di firmare, consigliandolo anche agli altri candidati ed al candidato sindaco, il pledge del Tea Party Italia, movimento apartitico di ispirazione liberale che si batte contro lo statalismo, l’eccessiva presenza dello stato nell’economia e l’oppressione fiscale.
Il pledge impegnerebbe i candidati firmatari, qualora eletti, sui seguenti punti :
1)una politica di complessiva riduzione della spesa pubblica comunale;
2)il raggiungimento o il mantenimento del pareggio di bilancio o di un attivo di bilancio comunale;
3)la riduzione delle aliquote IMU ai minimi consentiti dalla legge;
4)la riduzione di tasse, imposte ed addizionali comunali o, ove non sia possibile, la garanzia che non vi saranno aumenti.
 Questo documento, ovviamente, avrebbe valore politico e garantirebbe sulla serietà dei candidati nell’ amministrazione della cosa pubblica.
Sempre sulla scorta di una campagna del Tea Party Italia, a difesa dei cittadini ( privati e imprenditori), propongo al mio partito e alla mia coalizione di raccogliere l’appello per una riscossione comunale diretta dei crediti, cioè di de-equitalizzare il comune. Questo impegno porterebbe un notevole vantaggio economico, utilizzabile in parte per trovare risorse per abbassare le aliquote IMU, ed una concreta dimostrazione di sensibilità e vicinanza verso i propri cittadini in un momento di grande difficoltà. I metodi adottati da Equitalia, i costi esorbitanti e gli interessi al limite dell’ usura applicati nella riscossione, infatti,  contribuiscono oltremodo ad aggravare la situazione delle famiglie e delle imprese coinvolte quindi dell’economia dell’intera comunità cittadina. La riscossione dei tributi da parte di Equitalia comporta per il comune il pagamento di una provvigione per il servizio, la L.388/2000 art.36 e la L.106/2011 prevedono che i comuni possano procedere alla riscossione diretta dei propri crediti senza dover delegare Equitalia, possibilità già sfruttata da comuni come Calalzo di Cadore (13 mila euro risparmiati) e Bologna e che se sfruttata anche a Tarquinia porterebbe un grande vantaggio sia alle casse comunali che alle tasche dei cittadini”.


giovedì 26 aprile 2012

Tarquinia, Alessandrelli (Pdl): il Pd festeggia il suo ennesimo anniversario “contro"


“ Festeggeremo la liberazione solo quando manderemo a lavorare gli amministratori di questa giunta sovietica” - Così Diletta Alessandrelli, dirigente provinciale della Giovane Italia, segretario dell’associazione Tarquinia Futura, candidata alla carica di consigliere comunale a sostegno di Alfio Meraviglia, risponde al comunicato con cui il Pd accusa il centro destra di essere stato assente alla celebrazione della festa della liberazione.
“ Il 25 aprile per questa sinistra non è la celebrazione della vittoria sul fascismo, non si fa festa, non si ricorda, non si cerca la pacificazione nazionale, è una occasione per individuare un nemico, condannarlo e crocifiggerlo nel rinnovo della propria fede antifascista, una ripetizione costante di un essere anti qualcosa che non c’è più da 67 anni, come ha scritto anche Francesco Borgonovo, è una seduta spiritica per rievocare, ogni anno, uno spettro nero da combattere uniti.
Il comunicato del Partito Democratico di Tarquinia, infarcito come al solito di cattiveria, odio politico, e scherno verso l’avversario politico conferma riga dopo riga queste affermazioni.
Più attento agli abiti, alle fasce, e alla compagnia dei candidati avversari che non alla commemorazione stessa, il Partito Democratico non fa bella figura a diramare note di questo tipo, viene da sorridere a  pensare che i democratici sembra abbiano riesumato le spie comuniste del KGB per scrutare e annotare ogni particolarità dell’intervento di Meraviglia alla sfilata commemorativa.
Alfio ha scelto di partecipare privatamente alla celebrazione del giorno della liberazione, insieme ad amici e familiari, lo ha fatto con la dignità e lo stile che da sempre lo contraddistingue cedendo il passo a chi, tra i sinistri e i campioni della destra che citano Ezra Pound, non ha potuto fare a meno di sgomitare in cravatta e abito della festa dietro alla banda e alla ghirlanda d’alloro”.



mercoledì 18 aprile 2012

Tarquinia, il Pdl a Mazzola: “ guardi alle stravaganze della sua coalizione”


“il sindaco chiarisca come mai i tranfughi per i quali oggi si scandalizza cinque anni fa ai suoi occhi erano cari e preziosi alleati e spieghi ai cittadini anche perchè quelli presenti ora nella sua coalizione e quelli che gli consentono di tenere in piedi la maggioranza all’Università Agraria, per i quali risultava in corso un’indagine della magistratura, invece non dovrebbero destare scandalo”.
Così il Popolo delle Libertà coordinamento di Tarquinia risponde all’aggressione del sindaco Mauro Mazzola.
“Il sindaco guardi le stravaganze della sua coalizione, ha riempito le liste di agnelli sacrificali alla causa dei suoi ex assessori, e parliamo di quei giovani di cui lui tanto si è fatto scudo dall’ inizio della campagna elettorale, negando loro e agli altri candidati la possibilità di competere, armi alla pari, con i vecchi volponi del partito, ha dovuto impegnarsi per guadagnare e mantenere il sostegno di Renato Bacciardi, transfugo Udc e  da mesi fa le moine a Cristiano Minniti prima per incitarlo ed ora per ringraziarlo di aver spaccato il centrodestra”.
Il Pdl continua accusando il sindaco Mazzola di sfruttare la situazione dell’ ospedale per fare della facile demagogia:
“ Il sindaco sbandiera lettere indirizzate alla Governatrice Polverini per lamentare il problema occupazionale dell’ ospedale ma dimentica di aver causato gli stessi grandi disagi con i tagli della multiservizi, dapprima smembrando l’unico virtuosismo della sua amministrazioni e poi tagliando decine di posti di lavoro, le farmacie della multiservizi hanno un solo medico in servizio anche negli orari di punta quando è impossibile gestire la clientela da soli rendendo l’esercizio inservibile per i cittadini”.

Il Popolo delle Libertà
coordinamento di Tarquinia

lunedì 16 aprile 2012

Tarquinia, Alessandrelli (Pdl): Mazzola ambientalista occasionale


A seguito della nota con cui il sindaco Mazzola lancia l'allarme contro la discarica di Allumiere, interviene la giovane esponente del Pdl Diletta Alessandrelli, coordinatrice regionale dell'associazione Fare Ambiente, dirigente provinciale della Giovane Italia e segretario dell’ associazione Tarquinia Futura, che commenta:
“Quello di Mazzola è ambientalismo occasionale, lo sfodera in campagna elettorale e lo ripone non appena questa finisce con l’aggravante di fare dell’inutile terrorismo psicologico sui cittadini, la Regione, infatti, ha individuato un nuovo sito in via Monte Carnevale, a Ponte Galeria, per realizzare la discarica e la proposta è stata avvallata anche dal commissario  Giuseppe Pecoraro.
Il sindaco vuole di nuovo vestire i panni dell'ambientalista irriducibile, ma oggi, a cinque anni dalle false battaglie elettorali contro il carbone, non è più credibile.
Farebbe meglio a cambiare cavallo di battaglia e parlare di programmi e progetti per Tarquinia piuttosto che sbraitare contro l'amministrazione regionale ed il comune di Roma.
Gli esponenti del centro destra, con senso di responsabilità, non hanno votato la mozione contro la discarica di Allumiere perchè la Regione Lazio aveva individuato la cava dei Monti dell' Ortaccio come sito predisposto alla realizzazione della discarica e non c'era quindi il rischio paventato dal Sindaco, né c'era ragione di assecondare la demagogia ed il populismo di una amministrazione che è sempre in prima linea ad urlare e sbraitare, ma quando si tratta di difendere il territorio sa sempre come tirarsi indietro.
Sono troppe le medaglie che il sindaco vuole attaccarsi al petto senza mai aver avuto l'umiltà di ascoltare i cittadini - continua la Alessandrelli -  anche sull' ospedale sono più i demeriti che i meriti, la sua è stata una battaglia in difesa di privilegi acquisiti, sprechi e clientelismo, non della competitività e dell'efficienza dei servizi della struttura.
Non si accettano lezioni di ambientalismo e lealtà al territorio da chi ha tradito i tarquiniesi un attimo dopo aver indossato la fascia tricolore. 

sabato 14 aprile 2012

Napolitano, se le tasse sono belle pagale tu!

E pantalone paga. C'è da fare la riforma della protezione civile e giustamente la devono pagare gli italiani. Come? Bhè con l'aumento di 5 centesimi al litro sul prezzo della benzina.
Lo annuncia il presidente del consiglio agli stati generali del volontariato di protezione civile e gli fa eco il nonno nella repubblica Napolitano che in quell' occasione non tralascia di insultare gli italiani ammonendoli con la sua solita aria grave:   chi non paga le tasse non è degno " di essere associato alla parola Italia"...  il nostro Paese presenta di se diverse immagini e logiche comportamentali, un intreccio complesso di positivo e negativo che si manifesta in logiche particolaristiche o asociali di scarsa considerazione e aperto dispregio dell' interesse generale" come " logiche irresponsabili del rifiuto del dovere fiscale".
Siamo felici che il presidente della repubblica sprizzi altruismo da tutti pori, ma per parlare in questi termini bisognerebbe almeno dare il buon esempio, il presidente Napolitano dovrebbe convincere gli italiani della convenienza di dare i propri soldi in gestione alla politica, perchè molti, compresa chi scrive, sono convinti di saperli gestire meglio dei  politci.
Dovrebbe infatti spiegare per quale motivo dovremmo pagare noi il costo di una riforma della protezione civile quando basterebbe ridurre il parco auto del Quirinale per mantenere metà del volontariato italiano.
Se pagare le tasse è così bello, sano, nobile e giusto perchè non tassare  la politica?
Ad essere anti italiano, rispondente a logiche particolaristiche, asociale, di scarsa considerazione e aperto dispregio dell' interesse generale è l'aumento del costo della vita dovuto all' imposizione fiscale, agli sprechi che gli italiani sono costretti a pagare con il sudore della fronte, l'aumento del costo della vita dovuto alle mani lunghe dello stato sui beni di uso quotidiano, l'IVA e l'aumento del costo della benzina che inciderà su tutti, ma in particolare sull' impresa e sullo sviluppo economico, è la condizione di  frustrazione in cui vengono messi gli italiani che hanno faticato una vita per garantire una casa alla propria famiglia e devono essere fiscalmente puniti per questo.
Presidente Napolitano, non provochi chi  ha raggiunto la misura dell' indignazione, volete continuare a mantenere l'obeso stato italiano sulle spalle dei proni contribuenti, ma fate attenzione che il vaso è colmo e ormai è questione di gocce 

Il PDL di Tarquinia a sostegno di Meraviglia


Il Popolo della Libertà di Tarquinia è a sostegno della candidatura a Sindaco di Alfio Meraviglia e lo fa con una squadra di persone giovani, competenti e soprattutto motivate pronte a lavorare al servizio dei cittadini per un serio e profondo cambiamento nel segno della discontinuità con cinque anni di amministrazione Mazzola fatta di opere inutili, spreco di denaro pubblico e per non aver creato un posto di lavoro con 15 mln di euro dell’Enel, alla faccia delle tante promesse del 2007 vedi la riapertura del Conservificio.
Quello di cui Tarquinia ha bisogno è soprattutto di avere amministratori che si mettano al servizio del cittadino, che siano capaci di puntare energie e risorse a loro disposizione, per uno sviluppo economico della città capace di creare benessere sociale per tutti e che sappia contrastare una crisi economica mondiale che attanaglia nel profondo le nostre famiglie e le nostre imprese.
Puntiamo e lavoriamo insieme per lo sviluppo della zona industriale rispettosa dell’ambiente; creazione di un polo agroalimentare di qualità perché di qualità sono i nostri prodotti agricoli; sviluppo del turismo a 360° gradi dal turismo culturale al turismo balneare passando per le forme come l’agriturismo; implementazione del P.I.N. del Lido fiore all’occhiello del turismo balneare; riutilizzo degli ex impianti industriali dismessi, vedi la ex cartiera, la polveriera ed altre aree per la creazione di nuove opportunità occupazionali; si al turismo crocieristico verso la nostra splendida Tarquinia; si ad un teatro comunale; tavolo permanente con il mondo delle associazioni di categoria, commercio, artigianato, sport e cultura; l’I.M.U. agricola e per i fabbricati rurali all’aliquota minima; si all’accesso ai fondi derivanti dalla P.A.C. e dal P.S.R. con supporto ed assistenza agli agricoltori; valorizzazione della pratica sportiva con interventi che diano disponibilità degli spazi pubblici a tutti; sostegno alla filiera agroalimentare, favorendo la filiera corta sostenendo le produzioni biologiche con la creazione di un mercato comunale per i prodotti a km zero; supporto alla cantina sociale di Tarquinia indispensabile per la lavorazione dell’ottimo prodotto vitivinicolo che i nostri produttori locali ormai da anni producono; tutela e valorizzazione delle Saline di Tarquinia recuperando uno spreco di denaro pubblico immenso; valorizzazione della Necropoli Etrusca della Monterozzi dichiarata patrimonio mondiale dell’umanità insieme ad una attenta politica di interventi per la valorizzazione del Museo Nazionale Etrusco di Tarquinia; si alla tutela dell’ambiente e alle energie rinnovabili; si al porto turistico.
Abbiamo e volgiamo sostenere supportandolo, un programma che sia fatto insieme e capace soprattutto, di creare sin da subito le giuste sinergie con le diverse realtà sociali ed economiche del  nostro comprensorio.
Chiediamo il tuo sostegno per cambiare passo, per una Nuova Tarquinia che sappia ripartire dal cittadino e lo rimetta al centro della vita amministrativa, il 6 e 7 maggio 2012 vota barrando il simbolo del Popolo della Libertà per Alfio Meraviglia Sindaco.
Popolo della Libertà di Tarquinia

giovedì 5 aprile 2012

FERMIAMOLO ORA!


Il sindaco Mazzola in una nota diramata pochi giorni fa alla stampa raccomandava ai cittadini di diffidare di false promesse di posti di lavoro in campagna elettorale, ci domandiamo, a questo punto,  se quella del sindaco sia una raccomandazione riflessiva, riferita cioè a se stesso, o se si tratta invece della sua ennesima castroneria.

Infatti è stato proprio il sindaco a sbandierare promesse esose sull'occupazione, ha parlato di 5000 posti di lavoro, un'enormità, lo ha urlato in piazza e lo ha scritto a caratteri cubitali su manifesti che sono ancora lì sui nostri muri a testimoniarlo.
Mazzola non ha spiegato però da dove ha intenzione di tirarla fuori questa occupazione, forse da Enel?, dalle opere pubbliche? se oggi può garantire ai tarquiniesi 5000 posti di lavoro, perchè non ha fatto nulla in cinque anni per rendere credibile questa promessa?
É peraltro giusto che l'amministrazione debba "dare""fare""creare"posti di lavoro? Mio nonno, non a torto, spesso mi ricorda che "ognuno s'ha da coprì co' le foje sue" può sembrare un atteggiamento egoistico e di disinteresse nei confronti dei problemi di questa società, invece più mi fermo a riflettere su queste parole più trovo in esse la chiave dell'approccio all'occupazione e l'atteggiamento che un'amministrazione dovrebbe mantenere rispetto al problema.
Chi amministra un paese non deve dare lui lavoro, ma deve fare in modo che le imprese, siano in grado di darlo, è il mercato a "dare", "fare", "creare" lavoro, è al mercato che si devono dare stimoli, spazio e iniezioni di fiducia.
Nel programma elettorale sottoscritto con Alfio Meraviglia si parla di questo, di nuova linfa per la nostra economia, per far ripartire l'occupazione là dove è naturale, là dove questa non crea debito pubblico e quindi povertà per la società, là dove questa non è un favore della politica, ma un diritto e un merito sacrosanto.
Noi vogliamo creare occupazione, vogliamo lavorare al futuro della nostra generazione, ma non possiamo pensare di farlo rispondendo alle vecchie logiche del clientelismo e della spesa pubblica, lo vogliamo fare investendo sulle potenzialità dei mercati che Tarquinia ha e sui quali nessuno ha mai investito: turismo, agricoltura, artigianato e commercio.

venerdì 23 marzo 2012

Tarquinia, Alessandrelli (Pdl) nessuno chiede a Mazzola di votare il bilancio domani, ma di prendere impegno con imprese e famiglie.

“Come si fa ad affidare per altri 5 anni Tarquinia ad un sindaco che invece di rispondere con serietà alle istanze dei cittadini gioca a far anagogie con i significati dei nomi?
Mazzola si candida ad amministrare Tarquinia o a fare da capoclasse all’asilo?”
Così Diletta Alessandrelli, dirigente provinciale della Giovane Italia e segretaria dell’associazione Tarquinia Futura, risponde al sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola in merito allo sperpero di denaro pubblico di questa amministrazione.
“La battaglia che Tarquinia Futura porta avanti ormai da mesi in materia di IMU è volta semplicemente a chiedere che il sindaco, la giunta e il consiglio comunale si prendano l’impegno, votando una mozione in vista del bilancio, di mantenere le aliquote IMU al minimo per prime case e attività produttive, agricole, commerciali ed artigianali, nessuno ha chiesto al sindaco di votare il bilancio domani.
In questo periodo di crisi è importante fare attenzione alle necessità dell’ impresa, motore della nostra economia e fonte di reddito e lavoro per tutti, basterebbe la responsabilità di maggioranza e opposizione ad assumersi un impegno a loro tutela.
Millantare che la mancata riscossione dell’ IMU andrebbe ad incidere sui servizi del comune è un’offesa ai cittadini di Tarquinia che in questi anni hanno visto l’amministrazione Mazzola buttare 14 milioni di euro di compensazioni Enel in cemento, ghisa ed opere inutili.
Forse a Mazzola sfugge che i ricorsi non si fanno ai ministeri e che esistono delle istituzioni giudiziarie preposte, chiedere lo stato di zona svantaggiata per Tarquinia, è una strada percorribile, ma di certo meno credibile rispetto ad una reale e diretta assunzione di responsabilità da parte del comune.
Già da anni infatti Tarquinia è stata riconosciuta zona svantaggiata per l’agricoltura, ma non per l’ interezza del suo territorio e tale status non riconosceva alle attività agricole il diritto di esenzione a fini ICI, ma solo a fini INPS per la manodopera.
Se, quindi, non è stato possibile ottenere l’esonero contributivo in tempi ben più rosei di questo per la finanza pubblica ci domandiamo come il comune possa pensare di ottenerlo in un periodo di crisi come questo che stiamo vivendo, dove lo stato ha bisogno di liquidità e, soprattutto per l’agricoltura, ogni territorio risulta svantaggiato.
Bisogna dare alle categorie la tranquillità di un impegno serio a loro garanzia, e non fare inutili chiacchiere su questioni di principio”. 

giovedì 22 marzo 2012

Michele Emiliano come Fantozzi

Ci penso praticamente da quando è uscita la notizia; il pesce nella vasca da bagno non può non richiamare alla mente l'intramontabile scena di Fantozzi alla riscossa, quando, giudice popolare che la mafia tenta di corrompere con orologi d'oro, fiori, carretti siciliani e quant'altro, trova andando in bagno un pesce spada nella vasca che  dopo una breve lotta a colpi di scopino per wc,  scaraventa fuori dalla finestra  infilzandolo nel sedere di un malcapitato in attesa, ironia del caso, di un'iniezione.
Chi sa se l'ex magistrato Michele Emiliano, ora sindaco di Bari, ha avuto la stessa reazione trovandosi nella vasca da bagno tanto pesce pregiato?
L'ironia del mitico Fantozzi s'è dimostrata attualissima e l'accostamento al caso Emiliano è veramente esilarante!

Tarquinia, Alessandrelli (Pdl): Comune non riduce l’IMU, ma butta i soldi dei contribuenti.


“Presentate le liste ed iniziata la campagna elettorale, iniziano le inaugurazioni e le riqualificazioni, ma l’unica cosa da riqualificare è l’amministrazione comunale che spreca i fondi pubblici in lavori inutili invece di investire su attività produttive e turismo”.
Così Diletta Alessandrelli dirigente provinciale della Giovane Italia e segretaria dell’ associazione Tarquinia Futura.
“ Spendere 80 mila euro per riqualificare il parco cosiddetto <<del bucone>> vuol dire prendere i soldi dei contribuenti e buttarli nel gabinetto.
Lo stato di degrado in cui si trova il parco, infatti, è dovuto proprio al suo isolamento rispetto ai luoghi di ritrovo, sempre poco frequentato e alla mercé delle scorrerie dei teppisti.
Questa amministrazione ha appena speso più di 200 mila euro per il parcheggio della circonvallazione Cardarelli, poco distante dal parco del bucone, senza aggiungere un solo posto auto in più rispetto al parcheggio preesistente e ancora, dopo l’inaugurazione della vigilia di Natale, vergognosamente incompiuto.
Non ha tenuto in considerazione la possibilità di destinare l’area del parco ad un parcheggio multilivello che potesse servire il centro storico e facilitare l’accesso al paese.
L’assessore ai lavori pubblici dovrebbe avere pudore di divulgare le fotografie del parco del bucone, tanto degrado non fa certamente onore a 5 anni di amministrazione.
Il Sindaco rifiuta di ridurre l’IMU all’aliquota minima per prime case e attività produttive teorizzando un’inevitabile danno erariale, ma i suoi assessori non si fanno scrupolo di buttare i soldi dei contribuenti in opere pubbliche mal concepite e soprattutto inadatte allo sviluppo del paese. 

sabato 25 febbraio 2012

Tarquinia: un PD da camicia di forza

Tarquinia-Imu, Alessandrelli (Pdl): un PD da camicia di forza

“Non so se il Partito Democratico si renda conto della gravita delle proprie esternazioni, dare della “ladra” ad una cittadina è roba da manicomio”.
Queste le parole di Diletta Alessandrelli, dirigente provinciale della Giovane Italia e segretario dell’ associazione Tarquinia Futura.
“Nessuno chiede agli agricoltori di pagare l’IMU, si chiede semplicemente al comune di ridurla per quanto è nella sue possibilità fare visto e consiederato che lo stesso non percepiva ICI su fabbricati rurali e prime case e che ha sperpaerato 14 milioni di euro di compensazioni in marcepiedi ed opere pubbliche inutili e malconcepite senza dare dei veri e propri servizi ai cittadini e senza adottare programmi per lo sviluppo dell’ economia locale.
Gli agricoltori, i commercianti, gli artigiani e le famiglie devono essere tutelate e aiutate a superare la crisi e il comune può farlo riducendo l’IMU perchè se pure è giusto, almeno per me che a differenza dei miei delatori sono una liberale, abolire l’IMU, di certo il governo non la abolirà solo a Tarquinia perchè il sindaco scrive le letterine ai suoi deputati.
Le parole del PD sono roba da matti scatenati, mettete la camicia di forza a chi ha scritto e divulgato questo comunicato stampa delirante.
Bisogna smetterla di prendere in giro i cittadini con falsità strumentali e rispondere con serietà”

mercoledì 22 febbraio 2012

Tarquinia-IMU, Alessandrelli (Pdl): il comune può ridurre aliquote, invece di scrivere a Monti prenda provvedimenti in tal senso.

“ L’Imu sarà un grande problema non solo per l’agricoltura, ma anche per commercio, artigianato e famiglie, è per questo che da oltre un mese l’associazione Traquinia Futura fa presente la possibilità e la necessità di ridurre al minimo le aliquote su terreni agricoli, fabbricati rurali, fabbricati strumentali ad imprese commerciali e artigianali e sulla prima casa”
Così Diletta Alessandrelli segretario dell’ Associazione Tarquinia Futura, dirigente provinciale della Giovane Italia, ed esponente del Pdl tarquiniese risponde alle note di comune ed Università Agraria in materia di Imu.
“In questa condizione il comune, è l’unico ente in grado di poter difendere le imprese e le famiglie locali dalla pressione della nuova imposta, rinunciando alla propria percentuale di IMU  va a dare sollievo a imprese e famiglie senza subire alcun danno erariale. C’è da considerare, infatti, che quanto entrerebbe nelle casse pubbliche dagli altri soggetti imponibili supererebbe di molto le entrate ICI, fabbricati rurali e prime case erano infatti esenti, e l’aliquota Imu sulle seconde case è dello 0,76%,  essendo Tarquinia località turistica e paese di seconde case i conti tornerebbero facilmente.
Il decreto Monti o “Salva Italia” poi convertito in legge che norma la nuova imposta, prevede per i comuni la possibilità di ridurre o aumentare le aliquote: sulla prima casa da una base dello 0,4% l’aliquota può variare dello 0,2% in eccesso o in difetto, sui terreni agricoli e altri fabbricati dallo 0,76% la variazione è dello 0,3%  e sui fabbricati rurali dallo 0,2% la variazione è dello 0,1% .
Avevamo proposto di presentare una mozione votando la quale il comune avrebbe assunto l’impegno di mantenere al minimo le aliquote su gli immobili di importanza strategica per imprese e famiglie e quindi per l’economia locale.
Ci aspettiamo che invece di fare demagogia e di chiedere impegni al governo, che sicuramente aveva ben presente la situazione economica di tutta la penisola, quando ha varato il decreto, e non della sola Tarquinia, il comune si impegni direttamente in questo campo muovendosi tra le possibilità che lo stesso decreto mette a disposizione come hanno già fatto oltre 200 comuni in tutta Italia”.  

mercoledì 15 febbraio 2012

Il ruolo dell' Italia in Europa da De Gasperi ad oggi


All’ indomani della disfatta bellica nella seconda guerra mondiale, l’interesse principale degli statisti italiani fu quello di ricondurre il Paese tra le grandi potenze, ma la resa incondizionata voluta in modo particolare dagli inglesi, che non considerarono mai l’Italia una grande potenza, ma solo un satellite della Germania nazista, stava ad indicare il lungo percorso politico e diplomatico che il nostro paese avrebbe dovuto fare per poter sedere da pari ai tavoli diplomatici.
L’integrazione europea, nata col Piano Schuman dall’ambizione francese a mantenere una qualche forma di controllo sulle risorse carbosiderurgiche della Repubblica Federale e voluta dagli USA come argine allo storico antagonismo franco-tedesco che pesava come un macigno sulla politica statunitense, fu un occasione d’oro per l’Italia.
Il progetto comunitario, infatti,  prevedeva per quest’ultima un ruolo paritario con gli altri stati europei, era il trampolino di lancio della tanto attesa rinascita diplomatica del nostro Paese.
Non va trascurato anche il ruolo contrattuale che il processo comunitario rappresentò per l’Italia che puntava ad ottenere dagli stati europei concessioni politiche e diplomatiche che comunque non arrivarono mai, arrivarono solo in parte o con molto ritardo, come la libera circolazione delle persone che l’Italia invocava come rimedio alla disoccupazione, come possibilità per tanti italiani di poter lavorare nei paesi delle comunità, materializzatosi solo con i recentissimi accordi di Schengen.
Mi infastidisce talvolta l’eccesso di ottimismo o l’aurea sanctitatis che ha coperto il processo comunitario e l’odierna U.E. nella dialettica politica come in quella giornalistica del nostro paese, da De Gasperi ai giorni nostri, abbiamo riposto nell’ Europa ambizioni che a quanto pare non siamo stati in grado di cogliere.
Guardando a Bruxelles, Strasburgo, e oggi un po’ impaurita a Francoforte sul Meno, come lo scolaro guarda alla maestra,  l’Italia ha fatto dell’ Europa un traguardo politico senza però di fatto consolidare la propria posizione di stato fondatore, fino ad arrivare a farsi dettare da quest’ultima l’agenda politica.
Con i dictat della BCE, i partiti hanno cominciato a tirare fuori gli attributi e a volgere finalmente anche uno sguardo critico o di dubbio verso le istituzioni comunitarie, senza però riuscire a levarsi di dosso la colpa di aver usato queste ultime ad uso e consumo delle barricate politiche in casa, lasciando alla Maestra di Bruxelles il compito di lavare i nostri panni sporchi in pubblico, lasciandole decidere anche il programma di lavaggio.
Questa Europa è democratica? Il parlamento, unico organo eletto dell’UE, ha finalmente ottenuto la dignità a cui ambiva o rimane sempre marginale rispetto alle istituzioni di nomina?
Ai tempi delle polemiche per la CED Altiero Spinelli disse che quest’ultima avrebbe avuto una scarsa utilità se l’Europa non si fosse dotata di un organismo politico sovranazionale.
Appartenendo ad una generazione che ha avuto la fortuna di crescere politicamente al grido di “Europa Nazione” dico che quello di Spinelli fu un ragionamento saggio, talmente saggio che è ancora attuale ed incarna perfettamente i problemi di questa Europa.
La presenza delle nazioni e delle loro velleità particolari, scavalca addirittura l’ identità delle famiglie politiche, dovremmo essere nel PPE per una condivisione di valori e di politiche, ma  la signora  Merkel ed il signor Sarkozy hanno di recente dimostrato che quando entrano in gioco gli interessi specifici le cose cambiano.
Il metodo intergovernativo non aiuterà l’integrazione, né l’armonizzazione delle identità nazionali, e l’Europa sarà dei popoli solo se si provvederà a fornirla di un organismo politico, governativo, sovranazionale eletto dai cittadini europei, questo anche per dare senso compiuto al concetto di cittadinanza, che non è e non può essere solo la libera circolazione, il mercato unico, l’unione economica e monetaria, ma deve essere anche senso d’appartenenza a entità politico territoriale comune, consapevolezza delle istituzioni e delle norme che da esse derivano e che regolano la vita di tutti; in questo modo, forse, la strada di una incisiva politica estera e di sicurezza comune, o una cooperazione giudiziaria in materia penale può essere percorribile.
Se Lady Ashton ha poca autorevolezza le cause vanno cercate nell’ origine della sua investitura, questo però è un danno per l’Europa e per gli interessi degli Stati e si riflette sulla crisi che oggi viviamo, la mancanza di politica estera si ripercuote infatti sulla politica economica.
L’Italia nella sua rincorsa affannosa a rimanere nel consesso dei grandi d’Europa ha perso di vista  di volta in volta i punti cardine della sua politica estera o magari vi ha rinunciato per rincorrere un progetto che sembrava essere più grande, più nobile e vocato ad un futuro di gloria finalmente dalla parte giusta della barricata.
Venuto meno il collante culturale dell’ anticomunismo con la caduta del muro di Berlino,  l’italia non si è battuta a difesa dei tratti culturali che collocavano anche dal punto di vista identitario l’Italia nell’ Europa, accettando con fretta e capriccio di sostituire l’ancoraggio culturale a quello monetario e ritrovandoci con una moneta unica, ma senza istituzioni per governarla.
Ernesto Galli della Loggia in un editoriale sul Corriere della sera scrisse “ siamo diventati uno stato d’eccezione, ma nessuno ha il coraggio di dirlo” speriamo almeno che qualcuno abbia il coraggio di trasformare l’Europa delle longaggini, della burocrazia e delle banche in una entità politico-culturale con un’anima in cui gli l’Italia, e gli altri stati dell’ Unione possano finalmente sentirsi a casa.

martedì 14 febbraio 2012

a Porta a Porta l'agonia di una nazione che muore di negazionismo


La puntata di ieri di Porta a Porta, con Ospiti Maurizio Gasparri, Marco Rizzo, i professori  Giovanni Oliva e Roul Pupo, Alessandra Kersevan, il vignettista Giorgio Forattini  di origini zaratine e Guido Cace presidente dell’associazione nazionale dalmata è stata l’ esempio vergognoso della mancanza di una memoria condivisa.
Il fascismo in Italia è la colpa madre che può giustificare qualsiasi pena, tutto è perdonato se è antifascista, quello che dimentichiamo è che il fascismo non c’è più da oltre sessant’anni mentre Rizzo dimostra che il comunismo continua ad esistere e a dividere il paese.
Quello che, alla luce delle vili tesi sostenute dal compagno Marco Rizzo e dalla “storica” Alessandra Kersevan, ho premura di precisare è che in Jugoslavia l’esercito italiano s’è distinto per le proprie doti umanitarie e non per azioni truci sulla popolazione locale.
Le azioni di guerra in Jugoslavia durarono dal 6 al 18 aprile del 1941, la conquista della jugoslavia fu veloce e non appena dissoltosi il regio esercito dei Karageorgevic le forze politiche, e paramilitari locali collaborarono immediatamente con l’esercito italiano in funzione anticomunista.
Quando la signora Kersevan vuol attribuire alla foto di un fucilamento di partigiani jugoslavi ad opera del nostro esercito la portata di tutta la brutalità italiana, commette un errore semplicistico.
Stiamo parlando di guerra e non di una passeggiata di salute, in guerra si spara, si muore, ci sono plotoni d’esecuzione da una parte e dall’ altra.
Era normale che si sparasse contro i partigiani perchè durante il periodo d’occupazione italiana erano l’unica forza impegnata nella resistenza insieme ai nazionalisti serbi che però avevano più in odio l’eventualità del comunismo e collaboravano con il nostro esercito nel combattere i partigiani.
La fame di sangue degli ustascia era tanta che i nostri soldati furono impegnati in continue azioni di tutela e salvataggio di serbi ed ebrei in Croazia, nonostante Ante Pavelić e il comando tedesco fecero arrivare al nostro esercito, tramite lo Stato Maggiore Generale l’ordine di non interferire negli affari interni dello Stato Indipendente di Croazia (NDH) , i nostri soldati disobbedirono, salvando migliaia e migliaia di serbi dallo sterminio e le disobbedienze rimasero impunite dai nostri comandi.
Diverso fu il trattamento riservato ai nostri soldati dagli alleati Croati e dai comunisti anche durante le operazioni di guerra, corpi trucidati e dati in pasto ai maiali, aperti, riempiti di sassi e gettati in mare e molte altre atrocità.
Non si può continuare ad accettare che si parli della guerra in Jugoslavia o come un azione militare ingloriosa o come episodio vergognoso della storia nazionale dove i nostri soldati furono impegnati a trucidare la popolazione locale. Le unità italiane si batterono bene, con onore, coraggio e destrezza nonostante la scarsità dei mezzi, la difesa delle piazzeforti di Fiume, Zara e Scutari furono memorabili, l’ingresso a Lubiana uno smacco all’ esercito Tedesco.
Credo che nell’ approccio alla storia non si possa usare il prima per giustificare il dopo, ma, altresì, tutto vada studiato insieme per capire cause ed effetti dei corsi e ricorsi storici. In questo caso credo di poter dire che il prima, l’invasione italiana della Jugoslavia, non si può considerare né causa, né giustificazione delle atrocità subite dalla popolazione italiana sul confine orientale.
Quello che Rizzo e la signora Kersevan hanno detto ieri in trasmissione fa pensare che tutte le sofferenze negli anni consacrate al desiderio dei governi italiani, e non solo di quello fascista, di completare l’unità nazionale, non abbiano avuto nessun valore.
I nostri soldati ed i nostri fratelli istriani sono quindi morti invano perchè nel 2012 non riusciamo ancora ad essere nazione e a rimanere uniti, fuori da schemi ideologici, nel ricordo del dolore di un genocidio subito, tanto valeva allora che la popolazione istriano-giuliano-dalmata invece di esodare in Italia emigrasse altrove.