sabato 17 settembre 2011

Lettera aperta al Nuovo Corriere Viterbese: nessuna nuova lista, solo una associazione culturale

(26 agosto 2011)
Gentile redazione,
Mi rammarico di leggere sul vostro foglio , che apprezzo e seguo quotidianamente, notizie che rasentano il gossip, dove non c’è niente di certo e dove tutto è solo supposto, mi domando a questo punto cosa sia realmente una notizia, se si tratti di una mera supposizione o di un fatto accertato.
Mi rammarica maggiormente dedurre che quanto da voi riportato sia frutto delle solite voci messe spesso in circolazione da chi, dentro e fuori il partito, vuol male al Pdl, capisco che molti politici locali hanno approfittato del mese di agosto per prendersi una meritata vacanza, ma il troppo sole spesso può dare alla testa e questi sono i risultati.
Evidentemente qualcuno è talmente legato a delle posizioni acquisite da fuggire come la peste qualsivoglia parvenza di cambiamento, ma il vento dell’ antipolitica soffia forte ed ostinarsi a voler deviare i suoi moti non è un atteggiamento lungimirante, l’impegno profuso ad alzare barricate potrebbe essere meglio convogliato in reali segnali di cambiamento. I tarquiniesi lo apprezzerebbero sicuramente più della politica gossippara che azzoppa il mio partito ormai da troppo tempo.
Se è vero, e lo è, che da qui a breve nascerà un’associazione, che come leggo si chiamerà “Tarquinia Protagonista”, questa non vuol certamente essere un partito politico antagonista al Pdl, anzi, non vuole affatto essere un partito politico, vorrà piuttosto essere una semplice associazione culturale che crei opinione e cerchi di avvicinare tutti quei cittadini che vogliono mettersi in gioco per il paese ma non vogliono sentirsi legati alla politica.
A destare tutto questo allarmismo forse è stato proprio l’ orientamento apolitico e trasversale che l’associazione vuole darsi con l’aggravante che nel corpo sociale non figura la vecchia nomenclatura della politica tarquiniese.
Mi dispiace che si guardi con tanto sospetto ad un progetto nato solo dalla volontà e dall’ ostinazione tutta giovanile di mettersi in gioco per costruire il futuro e non per distruggere ciò che è stato, per proporre e non solamente per contestare, per creare l’opportunità per i giovani di mettersi in gioco al di fuori della sigla di un partito.
Nessuno vuole essere alternativo al Pdl tantomeno io che della militanza e dell’ appartenenza ad un sistema valoriale e concettuale ho fatto uno stile di vita, che credo nelle libertà individuali e nel mercato, nella meritocrazia e nel futuro della mia generazione che non lascerei mai nelle mani di un centro sinistra che soprattutto a Tarquinia è ancora troppo comunista per abbracciare la modernità.

Tarquinia- Alessandrelli (Pdl): PD ridotto a copiare dal vicino di banco

(6 agosto 2011)
“ Mi rattrista avere a che fare con una sinistra che non ha nemmeno l’intelligenza per imparare dagli errori del passato, la storia non ha insegnato nulla agli amici del PD se continuano a perorare queste logiche da prima repubblica da cui abbiamo ereditato il debito pubblico che ci costringe sull’ orlo del default” - Così Diletta Alessandrelli (Pdl) in risposta alla nota diramata in mattinata dal PD di Tarquinia.
“ Usare appalti, lavori pubblici e, come in questo caso, la rimessa in uso di stabilimenti dismessi, per creare posti di lavoro, spesso per gli ‘amici’, a spese dei contribuenti non è di certo una politica che fa bene al Paese.
La gestione del pomodorificio è stata tolta al comune nel 2010 dopo tre anni di nulla e dopo che lo stabile è stato ridotto nelle condizioni in cui è ora, un relitto e nulla più.
Forse il forte sapore politico si percepisce più nella decisione della giunta Marrazzo di lasciare lo stabile alla gestione del Comune di Tarquinia.
Noto che i democratici sono agli sgoccioli dei loro argomenti se sono stati costretti a farsi per l’ennesima volta la stessa domanda sulla mia collaborazione con l’Opinione e a riproporre la stessa citazione di Biagi che mi ricordò il capo redattore del Messaggero in un suo fondo.
Rispondo che non ho la pretesa di considerarmi né una buona politica né una buona giornalista perché non c’è niente e nessuno che non sia perfettibile”   

Tarquinia- Alessandrelli Pdl: su pomodorificio e disoccupazione solo retorica

(3 agosto 2011)
Dopo l’intervento del segretario generale Cgil Viterbo Perinelli sul pomodorificio di Tarquinia, torna sull’ argomento anche Diletta Alessandrelli esponente del Pdl tarquiniese e dirigente provinciale della Giovane Italia, movimento giovanile vicino al Pdl.
“Non si può chiedere di riaprire uno stabilimento immaginandolo come un cerotto da usare per coprire la ferita dell’ occupazione locale senza valutare  costi e benefici di una simile operazione. La struttura è così fatiscente che una sua rimessa in uso costerebbe cifre enormi, nessun privato accetterebbe di farsene carico senza il contributo pubblico, e nessun privato accetterebbe, con questa crisi, i ricatti che la politica fa ogni volta sulle assunzioni, sarebbe una mannaia  per qualsiasi investimento.
Per far funzionare il pomodorificio ci vuole il consenso degli agricoltori locali, altrimenti la sua riapertura sarebbe un fallimento senza precedenti che andrebbe a pesare sia sulla spesa pubblica che sull’occupazione”. - La giovane esponente del Pdl locale continua spiegando le ragioni dell’infondatezza delle rivendicazioni del sindaco di Tarquinia sul conservificio - “ Mazzola ha avuto la possibilità di gestire lo stabilimento per ben tre anni durante i quali la struttura è finita nel più completo degrado, questo nonostante i fondi regionali erogati al comune per garantirne la manutenzione.
Siamo sempre alle prese con la stessa triste politica demagogica, ogni anno quando i pomodori arrivano a maturazione, il sindaco estrae dalla manica la carta del pomodorificio, extrema ratio delle sue fallimentari stagioni amministrative.
Ormai le mille belle parole su conservificio e disoccupazione camminano insieme da anni per paura che i cittadini ricordino al sindaco le promesse non mantenute, da qui i continui attacchi all’assessore Birindelli di Mazzola e Parroncini a cui ora fa spalla il segretario generale Cgil Miranda Perinelli, ma tutti omettono consapevolmente di raccontare che l’ex assessore regionale alle Politiche agricole targata PD, Daniela Valentini, chiuse lo stabilimento e  non retribuì mai l’indennizzo promesso per il mancato lavoro degli operai stagionali dello stabilimento, tutto il resto è chiacchiericcio inutile”.

Tarquinia, Alessandrelli Pdl: Brutta figura di Mazzola su pomodorificio

(23 luglio 2011)
Sulla querelle Mazzola/Birindelli in merito all’ affidamento del pomodorificio alla custodia del comune di Tarquinia interviene anche Diletta Alessandrelli esponente del Pdl Tarquiniese e dirigente provinciale della Giovane Italia.
“Sul pomodorificio il sindaco colleziona brutte figure- dice- si accorge del degrado dello stabilimento solo ora che dei cittadini romeni sono stati sorpresi a rubare del rame, ma in tre anni di concessione, dal 2008 allo scorso agosto, dal pomodorificio è stato portato via tutto quello che era possibile portare via, persino dalle centraline elettriche.
Non è rimasto più niente da rubare se non un po’ di rame, i pochi macchinari rimasti sono esposti alle intemperie e ormai inservibili, sui tetti dei capannoni ci sono centinaia di metri quadri di eternit da bonificare, erba alta , topi, e falle nella recinzione, questo Mazzola ai giornali non l’ha mai detto. 
Il comune, dopo l’uscita di scena di Franzese, avrebbe dovuto occuparsi della manutenzione e della pulizia dell’ impianto per non lasciarlo cadere in rovina e nel frattempo cercare degli industriali per farlo funzionare, la regione ha speso delle somme altissime per finanziare queste operazioni, somme che il comune ha impiegato per occupare due persone in una cooperativa per svolgere lavori di manutenzione e pulizia.
Le condizioni del pomodorificio sono sotto gli occhi di tutti, non è né pulito, né manutenuto  e anche questo Mazzola ai giornali non l’ha detto.
Il sindaco invece di sgolarsi ed inveire contro il buon lavoro dell’assessore Birindelli farebbe bene a fare i conti con le proprie responsabilità e ringraziare che la Regione Lazio non chieda un risarcimento per lo sperpero che il comune ha fatto dei fondi regionali, anzi credo che la Regione Lazio debba veramente intraprendere un azione di questo genere, perchè il denaro pubblico viene dalle tasche dei cittadini che già faticano ad arrivare a fine mese e che una volta tanto vorrebbero essere tutelati e difesi.
Tutto questo chiasso che il sindaco solleva sul conservificio sembra un goffo tentativo di confondere le acque per non perdere i voti degli ex operai dello stabilimento a cui il sindaco ha promesso tanto e tanto disattenderà”.

Riflessioni sulla rispettabilità di una amministrazione comunale


(8 luglio 2011)
Dopo aver letto su una nota testata locale che il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola ha dichiarato di voler “mettere a tacere tutti  quelli che tra stampa e internet fanno un uso denigratorio dell’ informazione per Tarquinia” sono stati in molti a domandarsi se dalle parti di Piazza Matteotti si facesse uso di droghe pesanti o semplicemente si soffrisse di rigurgiti stalinisti.
I più, compresa chi scrive, hanno dato poco peso a quelle dichiarazioni, vuoi perché in estate, in clima vacanziero siamo tutti più indulgenti, vuoi perchè la storia ci insegna che quando c’è malcontento più lo si costringe a strisciare e più fa male, vuoi perchè si sa, in comune con la finanza che sbircia tra un documento e l’altro non deve essere molto facile mantenere i nervi saldi e vuoi perchè quella dichiarazione ha avuto l’effetto contrario a quello desiderato di essere una forte legittimazione per tutti quelli che tra stampa e internet mettono i bastoni tra le ruote all’ amministrazione per il bene di Tarquinia.
Ma c’è una novità che dà alla questione una portata diversa, il passaggio da parole deliranti a fatti gravi manifestati con orgoglio e alterigia da chi li ha compiuti.
La seguitissima testata on-line L’Extra “non è più tra i contatti stampa del comune di Tarquinia per disposizione del Sindaco” così ha risposto l’ufficio stampa del primo cittadino alla redazione del webmagazine che si informava del perché non arrivassero più comunicati stampa dal comune.
Il direttore dell’ Extra Stefano Tienforti ne dà comunicazione con un articolo, non fa commenti, lascia ai lettori valutazioni sulla decisione del sindaco e precisa che l’articolo ha semplice valore di comunicazione “non siamo noi a non volervi rendere partecipi di quanto giunge da Piazza Matteotti”  ma la polemica si legge comunque forte tra le righe quando aggiunge “per dovere di cronaca  verso chi legge d’ora in poi faremo qualche sforzo in più seguendo in proprio eventi e manifestazioni comunali non garantiamo, per cui, che i nostri resoconti saranno conditi con i consueti «grandi siuccessi» o « migliaia di presenze» su cui, sinora, ci limitavamo a farci sorgere qualche dubbio « privato», evitando di metter penna.
Sembra che il malumore del Primo cittadino nei confronti della testata nasca dall’ impegno di alcune delle sue firme di spicco nella battaglia contro l’inquinamento da mercurio, sulla quale Tarquinia Democratica aveva presentato una proposta di deliberazione consiliare fatta seguire da una richiesta al prefetto di Viterbo per ripristinare il regolare iter di discussione che il sindaco avrebbe disatteso.
Quello che emerge da questi fatti è che l’ amministrazione si sente arrivare il fiato sul collo da più direzioni da un’opposizione multi fronte e, ormai fiaccata da pesanti bordate che lasciano sguarniti tutti i fianchi, deve cercare di limitare i danni mettendo a tacere ora l’una ora l’altra voce fuori dal coro.
Atteggiamento tanto puerile quanto arrogante di chi, da un lato vedendo che il gioco non sta andando come vorrebbe blocca tutto e dice: “il giocattolo è mio e me lo riprendo”, dall’altro amministrando un paese e dovendosi occupare di cose ben più serie che giocare a fare gli offesi con testate on-line e giornalisti discordi, non sa dare risposte diverse dalla censura e dalla messa all’ indice.