(8 luglio 2011)
Dopo aver letto su una nota testata locale che il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola ha dichiarato di voler “mettere a tacere tutti quelli che tra stampa e internet fanno un uso denigratorio dell’ informazione per Tarquinia” sono stati in molti a domandarsi se dalle parti di Piazza Matteotti si facesse uso di droghe pesanti o semplicemente si soffrisse di rigurgiti stalinisti.
I più, compresa chi scrive, hanno dato poco peso a quelle dichiarazioni, vuoi perché in estate, in clima vacanziero siamo tutti più indulgenti, vuoi perchè la storia ci insegna che quando c’è malcontento più lo si costringe a strisciare e più fa male, vuoi perchè si sa, in comune con la finanza che sbircia tra un documento e l’altro non deve essere molto facile mantenere i nervi saldi e vuoi perchè quella dichiarazione ha avuto l’effetto contrario a quello desiderato di essere una forte legittimazione per tutti quelli che tra stampa e internet mettono i bastoni tra le ruote all’ amministrazione per il bene di Tarquinia.
Ma c’è una novità che dà alla questione una portata diversa, il passaggio da parole deliranti a fatti gravi manifestati con orgoglio e alterigia da chi li ha compiuti.
La seguitissima testata on-line L’Extra “non è più tra i contatti stampa del comune di Tarquinia per disposizione del Sindaco” così ha risposto l’ufficio stampa del primo cittadino alla redazione del webmagazine che si informava del perché non arrivassero più comunicati stampa dal comune.
Il direttore dell’ Extra Stefano Tienforti ne dà comunicazione con un articolo, non fa commenti, lascia ai lettori valutazioni sulla decisione del sindaco e precisa che l’articolo ha semplice valore di comunicazione “non siamo noi a non volervi rendere partecipi di quanto giunge da Piazza Matteotti” ma la polemica si legge comunque forte tra le righe quando aggiunge “per dovere di cronaca verso chi legge d’ora in poi faremo qualche sforzo in più seguendo in proprio eventi e manifestazioni comunali non garantiamo, per cui, che i nostri resoconti saranno conditi con i consueti «grandi siuccessi» o « migliaia di presenze» su cui, sinora, ci limitavamo a farci sorgere qualche dubbio « privato», evitando di metter penna.
Sembra che il malumore del Primo cittadino nei confronti della testata nasca dall’ impegno di alcune delle sue firme di spicco nella battaglia contro l’inquinamento da mercurio, sulla quale Tarquinia Democratica aveva presentato una proposta di deliberazione consiliare fatta seguire da una richiesta al prefetto di Viterbo per ripristinare il regolare iter di discussione che il sindaco avrebbe disatteso.
Quello che emerge da questi fatti è che l’ amministrazione si sente arrivare il fiato sul collo da più direzioni da un’opposizione multi fronte e, ormai fiaccata da pesanti bordate che lasciano sguarniti tutti i fianchi, deve cercare di limitare i danni mettendo a tacere ora l’una ora l’altra voce fuori dal coro.
Atteggiamento tanto puerile quanto arrogante di chi, da un lato vedendo che il gioco non sta andando come vorrebbe blocca tutto e dice: “il giocattolo è mio e me lo riprendo”, dall’altro amministrando un paese e dovendosi occupare di cose ben più serie che giocare a fare gli offesi con testate on-line e giornalisti discordi, non sa dare risposte diverse dalla censura e dalla messa all’ indice.
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