venerdì 30 dicembre 2011

E chi è il sindaco, Babbo Natale?

Cosa dire dello spirito natalizio che abbiamo respirato a Tarquinia quest’anno? mi viene da sorridere, in qualche modo mi ha ricordato l’infanzia. Tra inaugurazioni, cene, feste auguri tira e molla vari per stabilire con chi sta il volontariato, quello vero, la sciarpa tricolore del Sindaco non ha avuto un attimo di riposo, siamo ai botti finali bisogna scoppiarli bene dopotutto.
Vi ricordate tra le tante bellissime pubblicità anni ’80 quelle della Bistefani? A pensare al daffare degli amministratori mi torna in mente il botta e risposta in cui l’austero proprietario della casa dolciaria interpella il garzone sul perchè di panettoni tanto buoni, dopo che questo elenca le attenzioni riservate al panettone perchè risulti dolce e soffice, il proprietario battendo i pugni sul tavolo, come a far notare l’eccessivo e non dovuto dispendio di risorse, esclama: “e chi sono io, Babbo Natale?” e subito arrivano barba e cappello parte la musica e lui lì impettito a prendersi il merito della bontà del prodotto.
Ditemi voi se non vedete il nostro caro e prezioso sindaco nei panni del patron della Bistefani.
Le festività natalizie sono trascorse così, tra proclami sulle colonne dei giornali dove chi per il primo cittadino elencava le tante opere donate generosamente ai tarquiniesi, sono state tante, belle, encomiabili, preziose.
Le cene per gli scambi degli auguri innumerevoli, non s’è badato a spese.... forse perché a pagare tutti questi bei regali di Natale c’era il povero pantalone.
I bambini hanno trovato sotto l’albero il parco giochi di piazzale Europa, i più grandi il mini parcheggio avvenieristico alla circonvallazione Dante Alighieri e il parcheggio che ha sostituito la “ei fù” piazza Belvedere.
E non fa niente che la data di fine lavori era prevista per il mese di giugno 2011 e che ci sia un ritardo sulla consegna dei lavori di ben sei mesi, non importa neppure che il marciapiedi a completamento dell’ opera non sia ancora finito, ciò che importa è inaugurare alla vigila di Natale, anche da soli e sotto la pioggia che si sa, parcheggio bagnato, parcheggio Fortunato.
Ma i regali non sono finiti qui, anche il volontariato ha ricevuto finanziamenti a pioggia, che se vogliamo potrebbe essere anche una cosa lodevole se chi amministra illustrasse ai cittadini il criterio seguito per la donazione.
Ho lavorato nel terzo settore alcuni anni e non mi è mai capitato di vedere amministrazioni pubbliche mandare “mancette” una-tantum, si presentava un progetto con preventivo e se accettato, a fine prestazione arrivava il finanziamento.
Invece  la delibera 304 del 6 dicembre 2011 autorizza l’assunzione di un impegno di spesa una-tantum a sostegno di associazioni ed organizzazioni operanti nell’ ambito di volontariato sociale, per “ supportare l’importante opera svolta da queste realtà” e “a sostegno di spese per acquisto di beni alimentari e di prima necessità e di iniziative volte all’assistenza delle persone bisognose” e distribuisce i fndi nel modo seguente:
- €10.000,00 in favore dell’ Associazione SEMI DI PACE
€ 5,200,00 in favore dell’ Associazione AQUILONE
€ 2,000,00 in favore dell’ Associazione ANDOS
€ 2.000,00 in favore dell’ associazione ADAMO
€2.000.00 in favore della COMUNITA’ MONDO NUOVO
€2.000,00 in favore dell Associazione AVAD
€ 1,000,00 in favore dell’associazione AVIS
Mi chiedo ora, ma solo perchè sono tanto maliziosa e non perchè sia legittimo farlo in questo paese targato PD, in base a quale criterio sono state stabilite le diverse entità dei contributi, l’AVAD ad esempio offre servizio di dormitorio e assistenza h24 a disabili e bisognosi di diversa natura, rebus sic stantibus, avrebbe dovuto accedere al finanziamento più elevato. Ed invece no. Merry Christmas and happy new year Tarquinia. 


martedì 27 dicembre 2011

Costanza Miriano, l'anti Carrie Bradshaw

Sposati e sii sottomessa - pratica estrema per donne senza paura, un libro rivelazione, piacevole, ironico, scanzonato, ma allo stesso tempo ferocemente sincero, ti sferza la verità in faccia come fosse una frusta, lo fa facendoti sorridere certo, ma ciò non toglie che lo faccia e con la severità di chi sa di avere la ragione dalla propria parte.
Non si ammette il relativo, non si mettono in discussione i valori, si assume ciò che è bene, lo si distingue da ciò che è male e lo si prende come punto di partenza per analizzare la vita relazionale, non solo quella di coppia, anche quella amicale e filiale.
Una donna con la D maiuscola Costanza Miriano, l’ anti Sex and the City, l’antitesi di Carrie Bradshaw, una donna con le radici ben piantate a terra, che sa cosa vuole e sa qual’è la strada per ottenerlo, ha lo sguardo sempre ben fermo su i punti cardinali della vita il nord dello Spirito Santo, il sud di matrimonio e prole, l’est  delle amicizie vere da coltivare, l’ovest dell’ etica cristiana e della difesa della vita.
Tra le pagine di questo libro, un epistolario di consigli preziosissimi ad uso e consumo non solo degli intimi amici a cui essi sono destinati, ma di tutti coloro che leggendo decidessero di accoglierli per se.  Tra queste righe vergate con una passione ed un affetto palpabili per i destinatari, c’è spazio per divertenti divagazioni sulle frivolezze che attirano noi donne nella vita quotidiana, dalla preziosa crema Capture di Dior finita però a curar le rughe del coniglietto  Tetenno, alla nuance Riva de Le Vernis di Chanel, alla Coca light, bene di prima necessità nel frigo di quasi ogni donna. Il tutto assolutamente in linea con l’economia della narrazione, queste divagazioni divertono, non impoveriscono o banalizzano la complessità degli argomenti trattati, li rendono meno austeri, più alla portata di noi comuni mortali fatti di carne e quindi soggetti ai suoi stimoli, un libro che parla la nostra lingua così da rendere questioni di alta filosofia morale ed etico religiosa pappa masticabile anche con una dentiera non troppo robusta. 
Costanza Miriano è l’amica che tutte le donne dovrebbero avere e che, dopo aver letto il suo libro, tutte vorrebbero avere.




giovedì 15 dicembre 2011

Tarquinia, Alessandrelli Pdl: "Quella di Mazzola è vuota invettiva"


“Siamo alle solite, nelle parole del sindaco trionfa il pressappochismo, spero che Babbo Natale regali al paese una sinistra seria e responsabile” - Così Diletta Alessandrelli commentando le parole del Sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola in risposta alle polemiche sollevate dalla giovane piddiellina sulle dichiarazioni rilasciate dal sindaco a Il Fatto Quotidiano la scorsa domenica.
“Il sindaco straparla come al solito - continua la Alessandrelli-  come sempre le sue parole sono vuote, il nulla delle sue argomentazioni è talmente evidente che sarebbe superfluo anche rispondere alle sue invettive.
Mazzola ha come al solito rispettato lo scontato copione della sinistra italiana, incolpa Berlusconi di una crisi che per la sinistra è dovuta ad una congiuntura internazionale solo a targhe alterne.
Fin qui niente di nuovo, ci chiediamo solo quando Mazzola saprà ammettere che a Tarquinia la crisi avrebbe potuto essere arginata con una buona gestione dei milioni della servitù energetica anche facendo pressioni per un serio e strutturato controllo della qualità dell’aria.
Fa sorridere che un’amministrazione che mette in piazza con strilloni e pompamagna ogni insignificante atto amministrativo vagamente populistico lavori in silenzio e senza farne parola sui servizi sociali”.
La Alessandrelli conclude con un’ultima stoccata al Sindaco “E’ comico che Mazzola abbia avvertito la necessità di denunciare la povertà dei suoi cittadini proprio in occasione del Premio Carderelli, la cui cena di gala, ulteriore irrisione della povertà,  oltre ad essere costata migliaia di euro, ha anche causato imbarazzanti ‘epidemie dissenteriche’ finite su tutti i giornali. Scarrozzare i bambini del paese sul trenino natalizio non significa certo che anche i loro genitori si faranno portare ‘a spasso’ dal pifferaio magico di piazza Matteotti”.

lunedì 12 dicembre 2011

Diletta Alessandrelli (PDL):” La politica di Mazzola ha causato l’impoverimento della città”

“Sedici milioni di euro dall’Enel ed una popolazione ridotta alla fame, il sindaco di Tarquinia irride l’impoverimento dei cittadini facendo politica sulla loro disperazione”. Così Diletta Alessandrelli (Pdl)commenta un articolo uscito domenica 11 dicembre su Il Fatto Quotidiano, in cui il sindaco Pd di Tarquinia Mauro Mazzola ha palesato una viva apprensione per  l’impoverimento dei suoi concittadini, fatto poi ripreso la sera da Telese ad In Onda su La7.
Nell’ articolo il sindaco denunciava il triste fatto che a Tarquinia sul retro dei supermercati si formi una fila di persone che aspetta che i commessi mettano fuori dai reparti i prodotti scaduti.
” Il primo cittadino non perde occasione per ricordare alla città quanta ricchezza è riuscito a riversare sul territorio grazie alle compensazioni per le quali ha venduto ad Enel la salute dei Tarquiniesi, ed ora finge di non vedere che la povertà che tanto piange è figlia della ferita che la sua stessa politica ha inferto al paese.”
“I milioni di Enel sono finiti in cemento- continua Alessandrelli-  con quei soldi il sindaco non  ha fatto altro che mantenere al caldo le sue clientele.
L’inquinamento ha danneggiato l’agricoltura ed il turismo, indotti primari dell’economia tarquiniese, la crisi s’è poi allargata a macchia d’olio alle altre categorie commerciali causando impoverimento e disoccupazione.
Nessun’ investimento da parte dell’amministrazione sull’imprenditoria giovanile, nessun investimento sul monitoraggio dell’aria e quindi sulla salute dei cittadini, nessun fondo di previdenza e garanzia per giovani coppie, nessuna tutela per le famiglie, nessuna assistenza agli anziani, nessun progetto per il paese.
Chi conosce il sindaco, sa che non è uno di quei tanti primi cittadini sempre in giro per la città e che suo genero,Fabio Bordi, oltre ad essere esponente del PD e presidente del consiglio dell’Università Agraria è anche dipendente di un noto supermercato tarquiniese.
Il sindaco non tiri in ballo i tecnici,né il governo, né il parlamento perché se c’è un responsabile  della povertà del paese è soltanto lui.
Giusto in questo caso far finta di non vedere e non emanare l’ordinanza contro il riciclaggio, ma non faccia finta di non sapere in che condizioni ha ridotto i cittadini e prenda provvedimenti per risollevare il paese.

giovedì 1 dicembre 2011

Se i new media mandano la politica KO

Non credo di essere l’unica ad aver notato che da qualche anno a questa parte molte cose sono cambiate nella nostra vita quotidiana, nel modo di comunicare, di decidere, di scegliere, di pensare, di amare, di credere. 
La nostra sfera privata è continuamente influenzata da un’agente esterno, tanto invasivo da divenire parte di noi e non accorgerci più dell’ anomalia che esso rappresenta. Sto parlando del web.
Tramite il web vengono veicolate idee, preferenze, modi di vivere, credo religiosi e politici, insomma tutto sembra esistere attraverso di Lui e prendere forma concreta nei new media. 
I new media ed i social network hanno così introdotto una nuova forma di partecipazione, una partecipazione immediatamente diretta e se vogliamo esasperata alla vita pubblica, in poche ore tramite il web è possibile radunare un gran numero di coscienze intorno ad una battaglia, il singolo si sente quotidianamente parte del grande tutto e per questo più forte e più in grado di incidere e di influenzare le decisioni pubbliche, si sente forte, invincibile convinto di aver ragione senza comprendere il sottile gioco di manipolazione che c’è dietro al grande burattinaio invisibile.
La maggior parte delle crociate politiche odierne, a cominciare dal movimento degli indignados e a finire con la primavera araba, nascono da una mobilitazione nel web e sono composti soprattutto da giovani e giovanissimi,  non hanno nessun leader ma sono pieni di slogan, frasi da profilo, da twitter, brevi, lapidarie e il più delle volte generiche. 
Come incide tutto questo sulla politica? La politica è intimidita da questo fenomeno, è incapace di prendere decisioni, è incapace di perorare uno scopo con coerenza e determinazione perchè impegnata in un continuo controllo su ciò che le proprie decisioni scatenano nell’ umore pubblico, in un continuo mediare con il ritorno diretto che  i new media danno sulle scelte di governo.
La politica è ostaggio del web che sta uccidendo le leadership,  nessuno riesce ad emergere in un contesto di omologazione che non lascia spazio all’approfondimento individuale aprendo alla generalizzazione dei e all’ astrattezza dei concetti.
Non ci sono leader tra gli indignados, non ci sono leader tra i manifestanti di occupy wall street, non ce ne sono nei movimenti arabi.
Tramite i social network tutti sono leader tutti capeggiano una piccola fronda di scontenti, tutti possono sobillarla postando tanta retorica on line.
La politica ha il compito ed il dovere di prendere decisioni, quando non lo fa diventa inutile e perniciosa, oggi subendo l’effetto di rinculo che le scelte pubbliche hanno sulla gente la politica è ferma, ingessata. L’effetto rinculo può essere di per se positivo, indice di un progresso nella partecipazione, ma allo stesso tempo esso è impossibilitante per i decisori perchè mette paura ed il trade-off tra decisione e consenso vede spesso uscire vittorioso questo secondo aspetto.
Se la politica non decide  perde credibilità, viene percepita come inutile e costosa, i politici vengono considerati parassiti da debellare e questo è un pericolo che bisogna a tutti i costi imparare ad arginare.
Non si nasce democratici, si impara ad esserlo col tempo, praticando la democrazia, comparando la nostra democrazia con la democrazia altrui,  la politica e l’opinione pubblica devono cercare un confronto ed un utilizzo sano dei new media, che aiuti il progresso della partecipazione popolare senza ingessare il lavoro della politica alle prese di posizione di pochi strilloni mediatici che riescono tramite il contagio del web a coinvolgere gran parte della popolazione in un circolo vizioso che deforma la democrazia.