In futuro l’Imposta Municipale Unica, la nuova ICI, potrebbe cambiare, la sua applicazione, dicono, sarà facoltativa, dal 2013 i sindaci decideranno liberamente se applicare o meno l’IMU sulla prima casa.
In realtà queste notizie non mi mettono di buon umore, perchè l’Italia è un paese dove tra tassare e risparmiare le amministrazioni hanno sempre preferito tassare, mi sentirei più tranquilla se questa antipatica imposta avesse una scadenza già da decreto, si metta nero su bianco, senza discrezionalità dei sindaci, che sulla prima casa l’IMU non potrà più essere riscossa dal 2013.
Abbiamo avuto già diverse disavventure con imposte “straordinarie” e “ d’emergenza”, non credo che ci si sia già dimenticati dell’ ICI e della sua paradossale storia; la mamma dell’ IMU nacque come imposta straordinaria, appunto, per decreto legislativo nel ’92, al governo c’era Amato, in quello stesso anno l’ICI venne stabilizzata con altro decreto e fino a quando il governo Berlusconi nel 2008, almeno sulla prima casa, non l’ha abolita, divenne l’entrata più grande dei bilanci dei comuni italiani sostituendo i trasferimenti dallo stato centrale che evidententemente sono andati a ingrassare altre forme di spreco.
Da un’imposta straordinari, quindi, gli italiani hanno dovuto subire la rapina sugli immobili dal 1992 al 2008.
Purtroppo in questo Paese chi governa è abituato così, tassa i cittadini per far fronte ad un emergenza e passata l’emergenza rimane la tassa.
altro esempio eclatante è l’accisa sulla benzina, già tassa liberticida perché incide su alcuni prodotti di consumo indipendentemente dal loro utilizzo, i carburanti sono indispensabili per far muovere l’economia, diversamente da alcol e tabacco sui quali l’accisa è già più concepibile anche se non giustificata, almeno da chi scrive.
In Italia, sull’ acuisto dei carburanti gravano un insieme di accise istituite nel corso degli anni per finanziare varie emergenze ed è così che il solito Pantalone, sempre lui, ancora paga per l’emergenza della guerra d’Etiopia del 1935, per la crisi di Suez del 1956, per il disastro del Vajont del 1963, per l’alluvione di Firenze del 1966, per il Terremoto del Belice del 1968, del Friuli 1969 e dell’ Irpinia 1980, il finanziamento della guerra del Libano 1983, della missione in Bosnia 1996, pensate che addirittura paga 0.02 centesimi di euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004, l’acquisto di autobus ecologici nel 2005, il finanziamento della cultura del 2011, l’emergenza immigrati del 2011, l’alluvione in Liguria e Toscana nel 2011, e poi il decreto “affonda Italia”, ma comunemente detto “salva Italia” del dicembre 2011.
Capitano tutte a questo povero Pantalone italiano, dal 1999 infatti le regioni hanno la possibilità di imporre delle accise regionali sui carburanti, possibilità che ne Lazio non ci si è certo lasciati scappare, c’è l’imposta sulla fabbricazione dei carburanti e per finire la onnipresente IVA.
Per tutte queste ragioni, egregio sottosegretario all’ Economia Vieri Ceriani, a noi non interessano dichiarazioni e dissertazioni sulla possibilità o meno che l’Imu cambi nel 2013 a noi interessa che tale cambiamento venga stabilito per decreto già adesso altrimenti parliamo di niente mischiato col nulla.
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